Arrampicata e alpinismo classico
Via classicaDati verificati

Rocca Turchina

Miramare

Alpi Liguri · Prealpi Liguri

Grado

IV

Scheda tecnica

Difficoltà e misure

Grado
IV
Obbl.
IV
Sviluppo
160 m
Esposizione
S
Data verifica
18/09/2026

Logistica

Tempi e logistica

Discesa
Discesa: Si segue la facile cresta Nord-Est in direzione del Monte Argentèa per poche decine di metri, poi si scende facilmente per un ripido pendio erboso all’evidente sentiero sottostante (segnavia ☆, “Via diretta al Monte Argentèa”). Lo si segue verso destra, in discesa, per un buon tratto, perdendo decisamente quota nel bosco. Si raggiunge un bivio (Guà dell’Omü): si scende verso sinistra (sempre segnavia ☆) fino ad incrociare il “Sentiero dell’Ingegnere”. Lo si segue per circa 200 m a destra, poi si prende nuovamente una traccia con segnavia ☆ che scende decisamente nel ripido bosco di pini. Si sbuca sulla carrareccia seguita all’andata, nel punto dove questa si inserisce nel vallone del Rio di Lerca: scendendo gli ultimi tornanti, si ritorna in breve a Campo (h 1,15 dalla cima).
Avvicinamento
Da Arenzano si prende la statale aurelia per Cogoleto, appena la strada scende imboccare una stradina a destra. Si passa la zona industriale della val Lerone e proseguire per agriturismo Argentea. Superato l'agritur Argentea dopo qualche tornante si raggiunge un parcheggino dove la strada finisce. Presso la fine dell'asfalto, si prende una carrareccia erbosa che sale sulla destra (sbarra, segnavia ▲). Questa guadagna subito quota con alcuni tornanti, poi aggira uno sperone boscoso e, lasciata a destra la mulattiera della "Via diretta" al Monte Argentea (segnavia ☆)si inserisce, dall'alto, nel vallone del Rio di Lerca. Si prosegue con salita costante, fino a quando, prima che la carrareccia inizi a scendere, si abbandona il proseguimento della carrareccia per prendere una bella mulattiera sulla destra (seguire sempre segnavia ▲), che prosegue a salire per boschi e pietraie. Superato un primo rio, la mulattiera effettua un altro traversone in ripida salita e raggiunge poi l'alveo del piccolo Rio Cinè, oramai in vista della severa Cresta delle Segàge (h 0,50). Attraversato il rio, si lascia la mulattiera (grosso ometto su un sasso) per attaccare la ripida china erbosa a monte: seguendo i preziosi ometti di pietre e le discontinue tracce di passaggio, si rimonta l'aspro vallone (quasi un canalone) compreso fra la Cresta delle Segàge (a sinistra) e la Costa della Botte (a destra), entrambe irte di torrioni e spuntoni rocciosi. La salita è veramente ripida, ma la traccia aiuta: superata una piccola malagevole pietraia, si sale a sinistra di uno sperone roccioso fino quasi alla testata del vallone. Si rimonta una rampa erbosa a destra in direzione di un'evidente placca delimitata da due lunghi diedri; senza raggiungere la base della placca si devia a destra su una comoda cengia erbosa. Si segue per pochi metri la cengia verso destra, fino al piede di uno sperone roccioso sul quale si riconoscono gli spit (attacco presso una piccola nicchia rocciosa con cordone di sosta h 0,40 dal Rio Cinè).

Fonti separate

Relazioni e guide

Summitas Routes conserva soltanto dati sintetici. Descrizione completa, schizzo e aggiornamenti restano presso la fonte.