Relazione online
Arrampicata e alpinismo classico
Via Alpinistica modernaDati verificati
Monte Mazzarone
Anaconda
Alpi Pennine · Alpi Biellesi e Cusiane
Difficoltà globale
D-
Grado
6a+
Scheda tecnica
Difficoltà e misure
- Difficoltà globale
- D-
- Grado
- 6a+
- Obbl.
- 5c
- Sviluppo
- 235 m
- Lunghezze
- 8
- Esposizione
- O
- Data verifica
- 27/09/2026
Logistica
Tempi e logistica
- Discesa (min)
- 20 min
- Discesa
- discesa. S6 alla base dello spigolo finale. 40 m; 3a; 2 fix. Tiro evitabile sulla destra, per erba. L7- lo sperone si raddrizza. Su per lo spigolo, quasi una rampa sfuggente verso destra, con arrampicata aerea di pura aderenza. 30 metri; 5b; 6 fix. L8- si continua per lo spigolo, ora più facile. In alto si supera un ultimo masso fessurato e si è alla S8, su betulla. 35 metri; 4c; 2 fix. Con altri 30 metri si raggiunge senza difficoltà una cresta boscosa percorsa da un sentiero: seguendolo verso destra, in pochi minuti si è sulla cima del Monte Mazzarone (1145 metri), con segnale trigonometrico dell’IGM, in terra, poco evidente. accesso da Armeno verso il Mottarone fino alla chiesetta della Madonna di Luciago (915 metri). Si posteggia l’auto nel piazzale e si imbocca il viottolo che inizia costeggiando il fianco sinistro del ristorante. Se ne segue il ramo destro, in salita, tralasciandone un paio che scendono sulla sinistra. In breve si raggiunge un primo colletto su una cresta e si prosegue iniziando un lungo traverso sulla destra, su un sentiero a tratti malagevole (segni bianco-rossi) che scavalca altri due colletti. Sul primo di essi si incontra il contatto micascisti-granito. Il secondo, che si raggiunge dopo 20 minuti dalla partenza, è immediatamente a monte di uno spettacolare monolito, il Sass da l’Om, le cui brevi pareti sono percorse da vie di artificiale. Si ha, di fronte, la valle del Rio Pescone e, al di là, il bel castello di roccia dei Butich, la più frequentata area di arrampicata del Mottarone. Molto più a destra, di qua dal Pescone, si scorgono le placche su cui serpeggia l’Anaconda. Si prosegue sul sentiero, ora in breve discesa, per circa 10 minuti attraversando un primo canale, poi altri due vicinissimi e infine un quarto, più largo ed eroso dei precedenti. Subito dopo, si risale a destra nel bosco arrivando subito alla base del primo salto la cui placca è ben visibile già dal sentiero. L’attacco è circa 3 metri a sinistra del punto più basso raggiunto dalle rocce, sotto la verticale di una fessura ben visibile a circa 5 metri da terra. (900 metri ca., 30-35 minuti dall’auto, nome della via scritto in rosso) discesa dalla vetta, voltando leggermente a destra, imboccare una traccia che scende lungo la cresta opposta a quella per cui si è arrivati in cima (alcuni segni rossi molto discreti). In corrispondenza di una prima, modestissima contropendenza si trova un’abitazione. Se ne costeggia la recinzione sulla destra fino ad una stradina asfaltata che si segue per breve tratto. Al primo tornante si lascia la stradina, si supera un varco nella recinzione sulla destra e si continua a scendere fino a ricongiungersi col sentiero dell’andata al colletto del contatto micascisti-granito. Proseguendo, invece, per la stradina asfaltata, si scende fino alla strada del Mottarone e, seguendola in discesa per circa 1 km, si torna alla Madonna di Luciago. Si può anche scendere per il canale, ingombro di vegetazione, a sinistra (faccia a valle) dello sperone su cui sale la via. Dalla base di L4 si ripercorre a ritroso il secondo trasferimento e si scende lungo il canale largo ed eroso che costeggia, sulla sinistra (faccia a valle), i primi 3 tiri della via, fino a intercettare il sentiero di accesso. Sconsigliato.
- Avvicinamento
- .
Fonti separate
Relazioni e guide
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