Arrampicata e alpinismo classico
Via AlpinisticaDati verificati

Torre di Lavina (Punta Sud)

Cresta di Bardoney

Alpi Graie · Gran Paradiso

Difficoltà globale

AD+

Grado

IV+

Scheda tecnica

Difficoltà e misure

Difficoltà globale
AD+
Grado
IV+
Data verifica
12/08/2024

Logistica

Tempi e logistica

Avvicinamento (D+)
2123 m
Discesa
più possibilità a)Dalla croce, lungo la cresta Sud-Est, scendere prima per una vaga traccia di sentiero, poi per facili saltini rocciosi; giunti sopra un salto che dà su un orrido canale, scendere verso Est (sinistra) per una ripida paretina di 40 metri sul versante di Campiglia (corda doppia); proseguire poi per cresta, aggirando le principali dentellature sul versante di Campiglia, fino a raggiungere lo stretto intaglio del Colle della Cadrega. b)Perdere quota sulla cresta Nord e poi sul versante di Campiglia, in totale per un centinaio di metri fino ad un intaglio tra le due vette; a questo punto due soluzioni: 1) scendere lo scabroso canalone Est (rocce molto instabili – pericoloso) che porta ai nevai e ghiaioni alla sua base; divallare per questi tenendosi a destra fino ad incontrare i resti del sentiero di caccia che porta alla base di un pendio di massi accatastati (corde fisse) che porta al Colle della Cadrega; 2) abbassarsi lungo la cresta nord-est puntando ad un grosso ometto ben visibile, raggiungibile senza grosse difficoltà; continuare per la cresta che si assottiglia disarrampicando su paretine con fessure varie fino a giungere ad una trentina di metri al di sopra del Colle di Acque Rosse dove la cresta diventa alquanto affilata ed aerea; con una doppia (lato destro, Sud-Est) scendere sul nevaio; attraversare i tratti di nevaio ed i ghiaioni con discesa diagonale fino ad incontrare i resti del sentiero di caccia che porta alla base di un pendio di massi accatastati (corde fisse) che porta al Colle della Cadrega (questo percorso appare il più sicuro in assoluto per scendere dalla vetta al Colle). Dal Colle della Cadrega scendere (Sud) la prima balza erbosa molto ripida verso un ripiano di grossi massi; spostarsi leggermente a destra ed incontrare i resti di un’antica postazione di caccia; scendere nel valloncello tra combe erbose e massi fino ad un ripiano; tenersi leggermente a sinistra e scendere su costole erbose fino ad individuare in basso i tetti dell’Alpe Lavina Grossa e raggiungerla su terreno alquanto ripido. Dall’Alpe tracce di sentiero con tacche conducono a destra attraversando con noioso saliscendi la testata del vallone fino all’Alpe Lavinetta posta a valle del bivacco P.M.Davito e ripercorrendo in discesa il sentiero di accesso si giunge a Tressi. Si ritiene sia possibile poter scendere direttamente nel vallone dall’Alpe Lavina Grossa, perdendo quota tenendosi a sinistra su ripidi pendii erbosi fino ad incontrare una fascia di lariceto soprastante alle Grange Brenvei e da queste al sentiero di fondovalle. Cartografia: IGC, 1/50.000 n. 3
Avvicinamento
Cuorgnè, Pont Canavese, imboccare la Val Soana, al bivio di Bosco prendere a sinistra per Molino di Forzo e da qui a destra per Tressi (parcheggio lungo la strada sotto le case). Da Molino si può prendere anche a sinistra salendo a Forzo (in tal caso il sentiero nella prima parte sale sulla dx idr. del Torrente Forzo fino alla passerella che lo attraversa, per ricongiungersi al sentiero principale da Tressi). Appena a valle delle case di Tressi, imboccare il sentiero segnalato, si attraversa il Rio Tressi, si prosegue per prati poi in lariceto, si passa ad un pilone decorato posto sotto una roccia con grande tetto, si attraversa il Rio Pontei e si raggiunge il bivio della passerella dove giunge il sentiero da Forzo. Si sale gradualmente passando per Grangia Nasasse, si supera una passerella sul Rio Nasasse (dopo questa si può anche salire al ripiano della bella borgata Boschietto – fontana- con cappella bianca visibile dal basso, per poi proseguire sul sentiero in piano, ricongiungendosi all’itinerario principale) si passano dei pianori e si giunge alle case ben conservate di Boschiettiera (bivio per il bivacco G.Revelli a sinistra). Si risale alquanto lungo il lariceto si supera un rio raggiungendo poi gli alpeggi Pian Lavina posti in parte sotto una falesia con tetto; si attraversa a sinistra un rio, si risalgono del vari costoloni erbosi toccando gli alpeggi Costa e Lavinetta fino a pervenire al ripiano dove è posto il bivacco P.M.Davito (ometto già visibile dall’Alpe Pian Lavina) – da Tressi ore 3,30.

Fonti separate

Relazioni e guide

Summitas Routes conserva soltanto dati sintetici. Descrizione completa, schizzo e aggiornamenti restano presso la fonte.