Alpinismo invernale
Ghiaccio

Adamello

La DaMa

Alpi Retiche · Adamello-Presanella

Difficoltà globale

ED

Grado

V

Scheda tecnica

Difficoltà e misure

Difficoltà globale
ED
Grado
V
Sviluppo
700 m
Lunghezze
4
Esposizione
N

Dati invernali

WI
WI5
Mixed
M6+

Logistica

Tempi e logistica

Discesa
Dalla vetta scendere la cresta verso est (ripassando dall’uscita della via) e seguirla fino ad incontrare delle corde fisse che in breve portano sul pian di neve sottostante. Proseguire contornando sempre verso est la fascia rocciosa alla nostra sinistra e risalire leggermente fino al passo degli inglesi, sella facilmente individuabile che sta tra la cima del falcone e la cresta del corno bianco (0,30 dalla vetta). Dal passo scendere nuovamente verso nord con 3 corde doppie attrezzate (la prima a sinistra faccia a monte, le altre due a destra) oppure disarrampicando all’indietro fino al ghiacciaio. Da qui, con percorso non obbligato, puntare ad abbassarsi verso le dorsali sottostanti che riportano al rifugio Garibaldi (se non c’è neve puntare alla evidente crestina rocciosa 2-300 metri più in basso, raggiungerla e seguirla fino al termine).
Avvicinamento
Dal rifugio Garibaldi (2550m, raggiungibile dal paese di Temù lungo la strada sterrata della val d’Avio che, in assenza di neve, porta fino a malga Caldea dove si parcheggia), attraversare la diga e prendere il sentiero che sale verso destra. Una volta scollinato abbandonare presto il sentiero (che continua spostandosi a destra) ed accentrarsi sulla morena cercando la via migliore che porta al ghiacciaio ai piedi della parete (1,5 ore dal rifugio a seconda dell innevamento). Risalire il pendio nevoso del ghiacciaio puntando verso il centro della parete. La via attacca sulla verticale della cima dal canale più piccolo a sinistra rispetto al grosso ed evidente conoide alla base della parete dove attacca la via Aldo Parolari (2-2,5 ore dal rifugio). La porzione di parete è quella compresa tra i due spigoli nord della stessa. Note: Via impegnativa e di soddisfazione che si sviluppa lungo le placche e le goulotte al centro della parete nord, sulla verticale della cima fino a quando, nella parte alta, devia a sinistra finendo sulla cresta dalla quale, con un logico traverso di 50m, ci si ricongiunge agli ultimi 4 tiri di ‘Hallo woman of my dreams’. In apertura abbiamo trovato la parete con poca neve e poco ghiaccio (spesso pochi cm tanto da non riuscire mai ad utilizzare viti lungo tutta la salita) ma lo strato presente sui pendii era sufficientemente portante. I lunghi tratti di placche ripide che caratterizzano l’itinerario necessitano di una attenta valutazione delle condizioni della neve che le ricopre. In via abbiamo lasciato pochissimo materiale (5 chiodi in tutto, di cui tre alle soste e due sui tiri e una fettuccia di sosta su spuntone) anche nell’ottica di mantenere lo stile che caratterizza tutte le vie presenti sulla parete.

Fonti separate

Relazioni e guide

Summitas Routes conserva soltanto dati sintetici. Descrizione completa, schizzo e aggiornamenti restano presso la fonte.