Arrampicata e alpinismo classico
Via sportivaDati verificati

Ago Del Cridola

La Cruna dell'Ago

Dolomiti · Dolomiti Friulane e d'Oltre Piave

Grado

7a

Scheda tecnica

Difficoltà e misure

Grado
7a
Data verifica
13/09/2026

Logistica

Tempi e logistica

Discesa (min)
2 h 30 min
Discesa
Per la discesa ci sono due possibilità. Noi abbiamo scelto di mettere uno spit di calata con anello sulla paretina dietro il sasso incastrato sulla cima dell’Ago,ci si cala arrivando su una cengia che ritornando verso sud riporta alla sosta dell’ultimo tiro.Da li Abbiamo posizionato un altro spit con maglia rapida di calata che con una doppia da 60 metri esatti riporta all’attacco del diedro camino.Da qui si scende camminando e arrampicando per facile rocce fino alla sosta precedente lungo il ghiaione dove comincia la serie di doppie che seguendo la linea di salita riporterà alla base. N.B. su alcune doppie si consiglia di ripassare dei rinvii per facilitare gli arrivi alle soste e prestare attenzione a come tirare le corde per non rischiare di incastrarle. (Discesa da relazione CAI XXX Ottobre) Dalla cima dell'Ago bisogna dapprima raggiungere la cresta rocciosa ( lunga una sessantina di metri) che lo collega al corpo del Cridola, quindi scendere alla grande cengia mediana, che si seguirà verso est raggiungendo forc. Scodovacca lungo un canalone ghiaioso. Dalla cima si scende in versante nord lungo un caminetto (III), fino ad una sosta con 2 ch. (20m). Dalla sosta ci si cala arrampicando alcuni metri lungo un breve caminetto (III), per poi attraversare una decina di metri verso destra (or.), toccando la cresta rocciosa, che si segue per facili roccette sul lato ovest fino al forcellino con il corpo del monte. Dal forcellino si scende in versante est (destra or.) lungo un canale ghiaioso per ca. 40m. Dove questo diventa poco praticabile, si traversa verso sinistra (or.) per ca. 40m lungo roccette e cengette (I), raggiungendo un altro canale di roccia chiara, che si segue per altri 40m ca. (II). Dove questo si fa più ripido, si traversa ancora a sinistra (or.), per prendere un terzo canale che si segue per altri 30/40m (II), e anche in questo caso, dove diventa più ripido, si traversa di nuovo a sinistra (or.) fino a delle ghiaie (I) che, verso destra (or.), riportano al canalone finale. Quì è predisposta una calata in corda doppia di ca. 35m, con la quale si raggiunge la cengia mediana (ometti lungo la discesa). Si segue la gran cengia lungamente, ma senza difficoltà, in direzione di forc. Scodovacca per una traccia a volte non molto visibile, ma contrassegnata da vari ometti lungo il percorso. Nell'ultima parte la cengia sostanzialmente si interrompe sopra salti e canaloni impraticabili, e bisogna fare attenzione sopratutto in caso di nebbia, in quanto non è subito evidente la continuazione. E' necessario risalire una trentina di metri lungo un canalino (II), all'inizio un po' franoso, raggiungendo una cengetta pulpito dalla quale, sul versante opposto, lungo facili roccette (I), si raggiunge il canalone ghiaioso che conduce nei pressi di forc. Scodovacca in val Prà di Toro. (2-2.30 h)
Avvicinamento
La via è comodamente raggiungibile seguendo il sentiero C.A.I.346 che dal Rif.Padova conduce a forcella Scodovacca (circa un ora e mezza), e quindi naturale punto di appoggio diventa lo stesso rifugio (0435.72488), raggiungibile da Domegge di Cadore per strada carrozzabile. All’inizio della parte pianeggiante della Forc.Scodavacca si lascia il sentiero per portarsi a sinistra verso la base della parete(ometti di sassi) dopo aver oltrepassato un canalone che porta il ghiaione verso valle.Targhetta alla base della via.

Fonti separate

Relazioni e guide

Summitas Routes conserva soltanto dati sintetici. Descrizione completa, schizzo e aggiornamenti restano presso la fonte.