Arrampicata e alpinismo classico
Via classicaDati verificati

Pointe du Giegn,- Grand Gendarme

Diedro Vernet

Alpi Marittime · Rocca dell'Abisso-Grand Capelet

Grado

V

Scheda tecnica

Difficoltà e misure

Grado
V
Obbl.
V
Sviluppo
290 m
Lunghezze
7
Esposizione
SO
Data verifica
18/09/2026

Logistica

Tempi e logistica

Avvicinamento (min)
3 h 30 min
Discesa (min)
2 h 30 min
Discesa
Discesa: sul lato Est della cresta sommitale del Giegn, sempre al di sotto del filo, corre tutta una serie di cenge abbastanza facili e segnalate da ometti, con tracce di sentiero e saltuari passi di I/II. Dalla cima del Gran Gendarme abbassarsi quindi leggermente verso Nord e raggiungere le cenge, che percorse con un minimo attenzione portano verso Sud alla vetta massima del Giegn, e verso Nord, con qualche saliscendi, alla Brèche du Giegn. Raggiunta quest’ultima (30 min.) si riprende il percorso dell’andata. Contare non meno di 2h30 fino al rifugio.
Avvicinamento
Il luogo è alquanto remoto e raggiungerlo comporta lunghi avvicinamenti da dovunque si provenga. Si descrive qui il percorso con partenza da Terme di Valdieri via Rif. Questa, sicuramente non il più breve, ma l'unico che permetta di suddividere comodamente la gita in 2 giorni pernottando al rifugio. E' possibile in alternativa partire dalla Francia, da Isola 2000 o da Le Boréon, ma comunque con tempi sulle 3h30 / 4h dall'auto e senza punti d'appoggio fissi (valutare in tal caso un bivacco, possibile in più punti). Da Terme di Valdieri raggiungere il Piano del Valasco e salire al Rifugio Questa (2h30). Dal rifugio, contornare il Lago delle Portette a sinistra per pietraie e salire direttamente nel vallone di fronte, che scende dal Passo Margiola (ben evidente dal rifugio). Il vallone è più lungo di quanto sembri... inoltre il percorso avviene interamente su scomode pietraie, non sempre stabili. Non esiste traccia, ma si incontrano vari ometti, soprattutto nella metà inferiore. Il percorso migliore sale prima centralmente e poi tutto a sinistra, a ridosso delle pareti occidentali della Cresta Savoia. Si giunge infine al passo con una diagonale da sinistra a destra, su terreno sempre più ripido e instabile (2730 m; minimo 1h30 dal rifugio). Dal passo non conviene scendere sul versante opposto, ma traversare in orizzontale verso destra sul versante italiano, evitando un primo saltino roccioso della cresta Est della Testa di Margiola, e poi guadagnare detta cresta poco dopo, in un tratto orizzontale di sfasciumi. Qui passare sul versante opposto (Sud) e traversare i pendii di erba e sfasciumi in leggera discesa, puntando al Giegn, ormai vicino, e in particolare alla stretta e omonima Brèche che lo delimita a destra. Si raggiunge dunque la Brèche du Giegn (2795 m) salendo obliquamente da destra verso sinistra, sempre su sfasciumi, passando a monte di un caratteristico pinnacolo (qualche ometto). Non difficile; contare 30-40 min. dal Passo Margiola. Dalla Brèche ci si affaccia finalmente sulla parete da risalire. Scendere su sfasciumi poco ripidi e traversare costeggiando la base delle rocce (15-20 min.). Per l'attacco, prendere come riferimento una visibile torre staccata sulla destra (Tour de Choucas): l'attacco è situato a sinistra della sua base, e all'estrema destra della base del Gran Gendarme. Non c'è nulla che segnali l'attacco, ma è nella zona evidentemente più debole e appoggiata di quel settore, sulla verticale del grande e ripido diedro ben visibile dal basso, oggetto della via.

Fonti separate

Relazioni e guide

Summitas Routes conserva soltanto dati sintetici. Descrizione completa, schizzo e aggiornamenti restano presso la fonte.