- Avvicinamento (D+)
- 2100 m
- Discesa
- scendere verso est (sx), seguendo la cresta (attenzione a eventuali cornici). Si deve poi scendere per alcuni tratti verso sud (presenza di corde fisse, spesso coperte almeno in parte dalla neve). Si raggiunge così un tratto da attraversare in piano, sempre lato sud, sotto le rocce della cresta. Si arriva ad un evidente ed ampio colle nevoso, che va percorso verso nord, anche leggermente in discesa, va leggermente verso sx e arriva ad un rilievo nevoso. NON scendere a sx del rilievo, contornarlo a dx, fino ad arrivare ad un colletto che dà su un pendio nevoso ripido (Passo degli Inglesi). Non abbiamo trovato doppie attrezzate su massi, come indicato da alcune relazioni, ma siamo scesi direttamente per il pendio, tendendo leggermente a dx (faccia a valle). Si arriva a delle roccette, le si contorna verso dx (faccia a valle), per allontanarsi dalla zona più larga della crepaccia terminale. Traversare ancora verso dx, e poi scendere direttamente il pendio, fino ad arrivare al ghiacciaio in piano del Venerocolo. Seguirlo fino a raggiungere il costolone nevoso che, percorso in cresta verso sx, si avvicina alla diga. Ora scendere facilmente per facile pendio e raggiungere la diga. A ritroso si torna al rifugio/a valle (circa 2-3 ore fino al rifugio). Attenzione, nella zona della crepaccia terminale occorre legarsi per evitare spiacevoli inconvenienti…
- Avvicinamento
- Salire la strada sterrata fino a raggiungere Malga Caldea. Ora da lì parte un sentiero/sterrata che sale sulla sx orografica della valle, verso un salto visibile dove si trova una stazione Enel, raggiunta da una funivia. Arrivati alla stazione Enel, entrare nella galleria che si incontra a dx (attenzione, privato, non dovrebbe essere permesso), che continua per circa 1500m in piano. Ora si arriva in prossimità di una diga, dove si segue un sentiero che costeggia sulla dx il bacino del lago artificiale. Si arriva quindi ad un salto che si supera con alcuni ripidi tornanti. Ci si trova ora su una grande piana, e si seguono le indicazioni per il Rif. Garibaldi, che portano verso sx a seguire il sentiero sul lato dx orografico. Il sentiero sale fin quasi alla seconda stazione della funivia Enel, quindi percorre in costa la dorsale, fino ad arrivare ad un pendio che punta alla terza stazione della funivia. Forse è più conveniente, in inverno, stare sul fondo della valle, raggiungere la base del pendio che porta alla terza stazione della funivia, e poi risalirlo tutto, evitando il sentiero in costa che d'inverno è scomodo (ottima variante anche per la discesa, soprattutto con gli sci). Si arriva a delle mura, si lascia a dx la stazione della funivia, si passa per una chiesetta, e si arriva ad una diga. Ora il rifugio è visibile e raggiungibile in breve. Possono tornare utili ciaspole/sci. Attenzione, se non si conosce la zona e in caso di scarsa visibilità, l'orientamento non è sempre semplice. Una cartina/gps possono tornare molto utili, anche per la salita e la discesa dell'Adamello. Tempo: circa 4-5 ore a seconda delle condizioni del terreno.